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martedì 29 novembre 2011

Habitat protetto

Ambienti spaziosi, aperti su un patio intimo e sul cielo di San Paolo. L'architetto brasiliano Marcio Kogan si confronta, ancora una volta, con un tema che conosce bene: la residenza metropolitana. Concepita come un luogo sicuro, in armonia con la natura, dove trovare riparo dal caos cittadino.

Questo luogo è molto più di una casa», dice il fotografo paulista Reinaldo Coser. «E ci ha cambiato la vita. Da quando abitiamo qui torniamo per il pranzo, dormiamo di più e meglio. Siamo più felici». Con la moglie Piti e le loro due bambine, Reinaldo cercava da tempo un luogo in cui proteggersi dall'inquinamento visivo, olfattivo e acustico di San Paolo, una metropoli affascinante ma caotica, che ormai conta venti milioni di abitanti. Voleva una casa-rifugio, insomma, come ce ne sono tante in Brasile, nascoste dietro alte recinzioni o muri di pietra che assomigliano a fortificazioni.
Nel quartiere residenziale Jardim Europa, a poche centinaia di metri dalla trafficata Avenida Brigadeiro Faria Lima, ha trovato quest'area abbandonata da tempo, gravata da mille vincoli. E dopo anni di trattative, ha finito per acquistare più terreno di quanto avesse previsto, il che ha ridotto il budget per costruire. Si è rivolto comunque all'amico architetto Marcio Kogan, chiedendogli di immaginare un silenzioso microcosmo di stanze affacciato su un piccolo giardino.
Di abitazioni cittadine con tutti i vantaggi della residenza di campagna, Kogan ne ha progettate tante e preziose. Qui invece ha puntato su materiali e finiture semplici (cemento, gesso e cumaru, un teak locale più economico), senza però risparmiare una virgola di quella qualità e sontuosità di spazi che costituisce la marcia in più delle sue architetture. «Il segreto di questa piacevolezza», spiega Kogan «è prima di tutto l'orizzontalità delle proporzioni. Nelle mie opere c'è sempre, perché mi dà pace. Poi l'intimità degli ambienti: nel soggiorno l'ho ottenuta con un soffitto molto basso - due metri e 40 - e con l'uso di cassaforme per il cemento che ricreano la texture ricca dei listelli di legno.

Infine il giusto dosaggio della luce, sempre schermata da ante scorrevoli e da cornicioni agettanti, utili anche a proteggere le grandi vetrate dalle intemperie». Un ultimo segreto lo aggiungiamo noi: il favore del clima tropicale. Bastano pochi tocchi di verde, da queste parti, per ricreare un scenario di natura selvaggia. Da abitare in simbiosi/continuità con gli interni, per tutto l'anno.

lunedì 10 ottobre 2011

La casa ecologica. Un progetto dell'unione europea

Il caldo estivo non dà tregua ed ha portato quest’anno ad un vero record dei consumi nazionali di elettricità. Le temperature eccezionali e l’afa che continuano ad affliggere le città italiane, spingono negli uffici ma anche nelle case a un uso intensissimo dei condizionatori, posseduti da un italiano su dieci. Secondo le stime di Legambiente ogni apparecchio emette sette chili di anidride carbonica all’anno per ogni metro quadrato raffreddato, per un totale di tre milioni annui. Con l’emissione di gas serra è in continuo aumento anche la probabilità di un catastrofico riscaldamento globale. 

Una proposta per limitare danni ambientali e consumi pur assicurando un clima vivibile all’interno delle nostre case viene dall’Unione Europea, che sta lavorando ad un progetto per edificare ottocento alloggi ecosostenibili in Italia, Portogallo, Francia e Danimarca. L’iniziativa è stata denominata She (Sustainable Housing in Europe), vanta la partecipazione dei maggiori esperti europei di ecoedilizia ed ha ricevuto un finanziamentodalla Commissione Europea. She vuole promuovere l’edilizia sostenibile ed applicare conoscenze di cui ormai disponiamo anche in Italia, dove la sensibilità per le tematiche ambientali si sta consolidando. La conoscenza dei fattori climatici e di quelli ambientali consentirà di operare scelte progettuali che implicano il razionale sfruttamento delle risorse energetiche ed ambientali e la salvaguardia degli abitanti dai diversi tipi di inquinamento. 

A tal fine è importante scegliere un’area lontana da campi elettromagnetici e da fonti di inquinamento acustico. La vegetazione verrà sfruttata nei processi di riscaldamento e raffrescamento naturale:alberi sempreverdi proteggeranno le abitazioni dai venti invernali, e la vegetazione a foglie caduche sul lato opposto garantirà l’ombra d’estate, lasciando filtrare i raggi solari nelle altre stagioni. Un sistema di raccolta dell’acqua piovana sarà destinato all’irrigazione delle aree verdi e alla pulizia degli spazi esterni, sistemi di depurazione e filtrazione, l’alimentazione dello scarico del water e delle lavatrici garantiranno il risparmio di acqua potabile. 



Tra i fattori che andranno considerati vi sono la posizione dell’edificio, l’orientamento della facciata e la disposizione del tetto, che dovranno assicurare l’ottimizzazione nell’impiego delle fonti rinnovabili. L’obiettivo è quello di raggiungere una soluzione di equilibrio per contenere il surriscaldamento estivo senza contrastare l’apporto energetico del soleggiamento invernale. Le finestre, con doppi vetri di diverso spessore atti a diminuire l’inquinamento acustico e gli sbalzi termici, saranno protette dal sole grazie a balconi, pergolati e oggetti, ma assorbiranno i raggi solari durante gli altri periodi dell’anno. 

Anche i materiali da costruzione saranno naturali e atossiciGli infissi dovranno essere in legno di piantagione, trattato con oli impregnanti ecologici e cere naturali. 

Il primo obiettivo di sostenibilità è la riduzione dei consumi energetici. Si punterà al soleggiamento e raffrescamento naturale grazie a ballatoi aperti, vetrate, muri di trombe e camini per la ventilazione.Una corretta disposizione delle stanze ridurrà al massimo la necessità di luce artificiale, mentre al resto provvederanno impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili: pannelli solari per l’acqua calda e un buon impianto di riscaldamento a produzione centralizzata ma con gestione individuale. 

Alla Bovisa di MilanoLa Casa Ecologica di Milano, uno dei più recenti esempi di ecoedilizia popolare. Si tratta di un edificio di 53 appartamenti in mattone disposti su 6 piani, minuti di ampie terrazze che si affacciano su un parco di 10.000 mq, capace di ottimizzare le prestazioni energetiche e la qualità ambientale del complesso. Per la costruzione di questo complesso è stata seguita la medesima procedura che guiderà la costruzione delle case sostenibili previste dal progetto She.





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giovedì 17 febbraio 2011

Mattoni di argilla fai da te

Per le antiche civiltà produrre dei mattoni d'argilla è stato più facile che lavorare la pietra. Questo innanzitutto perchè la materia prima è ovunque disponibile in abbondanza, spesso nello stesso posto dove si costruisce. Infatti il 70% dei suoli che costituiscono la crosta terrestre sono adatti per essere impiegati come materiale da costruzione. Questo consente di ridurre le spese di acquisto e di trasporto, di evitare la produzione a carattere industriale dei materiali da costruzione e di garantire la conservazione degli equilibri ecologici, permettendone l'impiego nell'autocostruzione.

La terra va cavata in terreni che non contengono ciottoli di grandi dimensioni, radici o terra vegetale. Alla fabbricazione dei mattoni sono adatti i suoli composti di sabbia e ghiaia in quantità intorno al 61%, da limo in misura del 16% circa, da argilla per il 20% e non più del 3% di materie organiche. Questo perché se c'è troppa argilla si formeranno fessure durante l'essicazione del mattone; se c'è troppa sabbia la coesione del mattone è minore ed esso rischia di sfaldarsi, mentre l'eccessiva quantità di materie organiche provoca porosità. Le sabbie sia grosse che fini sono la parte resistente del materiale, le argille assicurano la coesione del materiale.

L'estrazione e la lavorazione della terra possono essere fatte sia manualmente che con l'aiuto di mezzi meccanici.
Per produrre 100 mattoni di dimensioni 40x20x10 cm occorre oltre un metro cubo di terra, con l'aggiunta di mezzo sacco di paglia.
Il mattone viene prodotto riempiendo lo stampo senza fondo con la terra, modellandolo con le mani per togliere la terra eccedente e livellare la superficie.
Il tempo di essicazione del mattone varia da un minimo di tre giorni nella stagione estiva ad un massimo di 30 giorni d'inverno.
Come legante tra i mattoni è consigliabile usare durante l'edificazione dei muri una malta di terra ben setacciata.



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